Trama:Che dire: era da un pezzo che non guardavo un lungometraggio di
animazione "americana", rimasto più che soddisfatto a dir poco...
Sì, perché alla fine quell'animazione di cui in oggetto è proprio a stelle e strisce... Non lasciatevi fuorviare dalle virgolette, quelle sono dovute, viste la presenza massicca nel cast di presenze giapponesi di primo piano, tra tutte la presenza del marchio
Madhouse a sigillarne qualità e spessore...
È dibattuto cosa considerare o meno anime, ci si divide spesso, ma la corrente maggiore tende a considerare show fatti da ditte giapponesi principalmente per il mercato giapponese: i Transformers non lo sarebbero (trasmessi anni dopo in patria), Big O forse sì (dato grosso modo in contemporanea in Giappone ed USA, anche se fu pensato più che altro per il secondo mercato) e via dicendo...
Ma ora non facciamone questione di dottrina:
parlo di prodotto americano perché tutto ha uno stampo marcatamente hollywoodiano...
E qui già sento qualcuno inorridire, ma vi rassicuro subito: non è una truzzata con auto moddate à la Vin Diesel, non c'è questa volta un immortale in canotta che spara battute a raffica à la Bruce Willis, non ci sono marines che stanno per metà film a mostrarvi quanto hanno fatto palestra e per l'altra metà a sparare cazzate da asilo à la... Mh, boh, sceglietene uno voi...
Il prodotto è solido,
ci sono delle incongruenze, è vero, ma in buona parte possono risolversi come licenze poetiche (su tutte: il protagonista è un barbaro, diventerà un Highlander, ovviamente del clan McLeod, "ad honorem" solo secoli dopo),
in parte come artifici sopportabili per il bene della trama (un gaijin a guidare un esercito nipponico durante il sengoku e guarda caso trova come sola immortale un'ashigaru donna??? Mah, sorvoliamo) ed in parte...
Beh, in parte sì, sono proprio deboline da spiegare 
(in pratica per circa 16 secoli il protagonista prende batoste tremende, per lo più a causa di carenze del suo equipaggiamento, prima di scoprire per lo più per caso come supplirvi)...
Come suggerisce il titolo, cmq,
questo Highlander è soprattutto una storia di vendetta: non aspettatevi un nuovo Gankutsuou, qui è tutto meno raffinato, più sanguigno, netto, quasi banale nella sua assoluta esagerazione...
Duemila anni spesi senza morire, sì, ma pure senza vivere davvero, senza avere altro che dolori e solo l'eterna molla della vendetta a spingere avanti...
L'equivalente di decine di vite ordinarie speso invano, questo è il vero fardello che schiaccia ed ottenebra il protagonista,
Colin, arrivato dal passato in un futuro cyberpunk con il solo intento di farla pagare alla maniera degli immortali al suo eterno antagonista,
Marcus, un uomo forse parimenti tormentato, anche se più sereno, ampio, agile...
Daga contro Katana, non so davvero se serva aggiungere altro

...
Lo si vede sia in come gestisce la propria vita, nel modo di parlare, nella sua forma mentis, che, non da ultimo, ne
gli scontri, stupendi, memorabili, roboanti che scuotono lo spettatore e lo coinvolgono, con
una regia fantastica, che segue e trasmette il ritmo di diverse filosofie marziali...
Ma d'altronde che altro aspettarsi dal genio di
Yoshiaki Kawajiri, se non le stesse dinamiche mozzafiato, già sapientemente collaudate in film di culto come
Jubei Ninpucho (
Ninja Scroll) e
Vampire Hunter D: Bloodlust???
Beh, ve lo dico subito:
una realizzazione tecnica senza timore di paragoni nemmeno con i prodotti più recenti e degli studi più blasonati...
Ma non solo:
a dispetto di un taglio appunto nettamente yankee, Highlander non si rifiuta certo di offrire chiavi di lettura a più livelli, sul senso stesso della vita (mostrato per paradosso attraverso gli occhi di chi non dovendo temere di perderla se l'è fatta sfumare via)
e sui motivi per cui valga viverla (in uno scambio di battute durante la WWII Marcus si chiede ironicamente chi sia il più stupido dei due: se quel barbaro ossessionato dalla vendetta o lui, che vive solo per un ideale che continua a sfuggirgli)...
Non è tutto rosa e fiori, cmq:
il mentore di Colin risulta oltre modo molesto e la sua utilità in qualità di grillo parlante è alquanto discutibile...
Alcuni stereotipi classici come "tu nero, tu bravo con cose losche e te la cavi sempre per la tua streetwise"
sono davvero commendabili, specie in un prodotto di questo livello, un vero peccato non si sia rinunciato a farne uso, per quanto parco...
L'OST non sorprende, ma coinvolge il giusto, quindi non mi pronuncio, si cade nel de gustibus di Seneca; della realizzazione tecnica ho già detto, idem per certi plot-hole più o meno grandi, che per fortuna, vista la freneticità di questa pellicola, si faranno sentire davvero poco...
Prima di chiudere e passare quindi ad offrire la consueta pletora di screens, mi sento però in dovere di plaudere le stupende scenografie allestite per questo prodotto (il palazzo-obelisco di Marcus è una di quelle architetture ciclopiche che, credetemi, lascia davvero il segno se lo si ammira con occhio critico e si pensa a cosa rappresenti);
il mecha è sicuramente degno di nota, anche se non originalissimo e ricalca bene lo stile Gestapo già visto in altri prodotti del genre, live o animati che fossero; infine, ma solo per mettere la ciliegina,
il valore satirico di questo film è davvero rilevante...
Ho la netta sensazione, come già in altri (pochi) lavori, che tutto sia costruito ad arte: un americano vedrà la consueta retorica dell'invididuo che si unisce in popolo e combatte per la libertà, diritto inviolabile; un non americano vedrà chiarissimi riferimenti al sistema che fa capo a Washington, tanto defilati quanto potenti nel loro impeto icastico... Non è certo facile unire questi due messaggi in parallelo, va dato atto a
David Abramowitz (che per inciso fa anche una piccola parte come doppiatore), oltre che al succitato Kawajiri ed al resto dello staff, di aver fatto un lavoro magistrale da questo punto di vita...
Per finire: a chi consiglierei questo anime???
Beh, innanzitutto a
chiunque abbia amato quella che è forse l'opera più famosa di Christopher Lambert (e per carità, fermiamoci al primo film), sfido a restare delusi per questa pellicola, anche se
l'immortale di turno ha sicuramente una piega più nipponica...
Sicuramente
un prodotto validissimo per chiunque cerchi tanta, ma mai troppa, sanissima azione, senza paura di mostrare sangue, ma senza nemmeno immergervisi all'eccesso...
Se poi
amate le storie che antepongono il dramma psicologico di più personaggi al voler per forza imbastire situazioni tutte sorrisi e flebili avversità prima di un melenso lieto fine, allora di nuovo ripeto l'invito:
provatelo e sappiatemi dire 
!!!
Immagini:

Inizio, non posso proprio esimermi, dalla scena che mi ha colpito di più: decapitamento con reminiscenza al volo... Non tanto per il carisma dell'avversario con rispettiva armona, non tanto per il combattimento cmq già spettacolare nonostante siano i primissimi minuti, ma proprio perché lo stile grafico scelto per questa scena, in parte volutamente spoglio, ricalca proprio gli effetti ingenuamente antichi del primo film... Davvero un tocco di classe, perfino coraggioso oserei dire

!!!

Qualche screen, doveroso, sul protagonista... Taciturno ed introverso, se fosse più comunicativo sicuramente con quel tono e quello stile si collocherebbe sullo smargiasso andante, ma per fortuna, come già detto, ci evitiamo un altro eroe in canotta... Ben lieti, direi...

Par condicio, brutta bestia, ma anche dagli screens dedicati a Marcus, potrete farvi idea di quanto davvero ampio sia l'arco di storia coperta, seppur per sommi capi...

Rapida carrellata con parte del cast, non mi soffermo per non togliervi troppe sorprese, ma potrete sicuramente notare il tratto assai familiare del genio di
Hisashi Abe anche in questi screens, su tutti il primo, con una donna quasi identica alla cacciatrice di Vampire Hunter D: Bloodlust...

Un po' di sano mecha, che non spiace mai...

Ed infine un accenno dei panorami, davvero incantentevoli, di questo prodotto...
Curiosità:Non è la prima animazione dedicata al famoso immortale, ci fu un altro progetto americano, ma il fatto che quasi nessuno ne conosca molto la dice già lunga...
Vediamo quello che è probabilmente il primo immortale ucciso senza decapitazione (almeno in senso proprio :look), ma non il primo la cui reminiscenza va sprecata: era già stato visto nella serie televisiva con Adrian Paul qualcosa del genere, quando l'uccisore non era immortale e non vi erano altri immortali nei paraggi...
Similmente vediamo di nuovo una sorta di reminiscenza "controllata", anche se potrebbe essere qualcosa di relativamente inconscio, che avviene solo in casi particolari o uccidendo immortali particolarmente antichi...
Il film è dedicato ad uno dei produttori, William Panzer, deceduto in itinere

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